• centro.jpg
  • cultura.jpg

1977 - 2017: 40 anni della fondazione del Centro di Studi Sorani "Vincenzo Patriarca"

Si annuncia la pubblicazione del libro di Sauro Cantini e Giuseppe D'Onorio:

Obertinus me fecit. Un enigmatico fonditore
di campane del Duecento.
Centro di Studi Sorani «Vincenzo Patriarca», Sora 2017,
pagine 160, oltre 50 illustrazioni a colori.
ISBN 978-88-6781-054 € 20,00

Indice del volume

A mo’ di preludio. Aenigmaticus, sed pius, Obertinus campanarius
di Luigi Gulia.
Presentazione di Domenico Pompili, vescovo di Rieti e presidente
della Commissione regionale dei Beni Culturali Ecclesiastici
e l’Edilizia di Culto del Lazio.
Introduzione degli autori.

1. Il medioevo e l’uso delle campane.
2. Il Duecento campanario in Italia.
3. Maestri campanari del sec. XIII.
4. Obertino: un fonditore sconosciuto del Duecento.
6. Le iscrizioni, i sigilli e la firma di Obertino.
7. Schede delle campane.
Archivi e bibliografia.
Indice dei luoghi e dei nomi.

… In Obertinus me fecit, Sauro Cantini e Giuseppe D’Onorio, fiorentino l’uno, verolano l’altro, hanno unito, in scientiae caritate, la competenza maturata in anni di ricerca campanologica nei loro rispettivi territori, con sapienza storica, passione della materia, acume di indagine. Li ha affascinati questo enigmatico fonditore di campane del Duecento nell’epoca di passaggio dal romanico al gotico, che influenza anche il profilo più slanciato e concavo dello strumento acustico rimasto documento vivo nei secoli di annuncio e di convocazione, sovente più antico delle torri campanarie di alloggiamento, quando non riposto in spazi museali a memoria di una pietà non scalfita da incidenti della storia.
Artigiano itinerante, il campanario Obertinus si è lasciato inseguire nei luoghi ove la committenza lo chiamava a dar prova della sua maestria di fonditore: a Subiaco, Perugia, Ferentino, Anagni, Monte S. Giovanni Campano, Rieti, Acuto, un itinerario iscritto nei confini dello Stato della Chiesa, in anni di fervore religioso ravvivato dalla parola predicata (oh, gli ordini mendicanti di Domenico e di Francesco!), cui la campana chiama, e tuttavia tempo di edificazione della città e degli spazi di socialità religiosa e civica. Jacques Le Goff e Jean-Claude Schmitt ci ricordano che in una raccolta di sermoni del xiii secolo si legge: «Tutte le persone del comune devono venire quando la campana del comune suona, allo stesso modo quando la campana della chiesa suona devono venire al sermone tutti coloro che sono del comune di Santa Madre Chiesa»: analogia che aprirebbe lo scenario della societas christiana quale substrato della civiltà comunale …

(Da A mo’ di preludio. Aenigmaticus, sed pius, Obertinus campanarius di Luigi Gulia)

* * *

… Gli autori passano in rassegna il valore che la campana riveste nel medioevo, si soffermano sui più antichi bronzi di questa epoca e poi vanno ad analizzare la produzione campanaria del Duecento. Il tutto per introdurci a conoscere il personaggio Obertino, un fonditore i cui bronzi finora rintracciati in Italia sono dieci e si trovano nelle città di Perugia, Rieti, Subiaco, Anagni, Ferentino, Monte San Giovanni Campano e nel Museo Nazionale di Palazzo Venezia a Roma, che conserva quello proveniente da Acuto, sei di questi sono ancora nelle celle campanarie e continuano ad espandere rintocchi storici […]
Il lavoro di ricerca non si esaurisce nel censire e descrivere i bronzi del maestro fonditore, ma ha il merito di sciogliere l’enigma che si cela dietro il nome di Obertino. Gli autori, discernendo sulla cultura popolare medievale e passando in rassegna l’uso dei nomi, cognomi e anche di soprannomi, analizzano attentamente lo stile, i sigilli e il cartiglio del fonditore, il quale si presenta con una firma appositamente studiata per poter comunicare ai posteri la propria identità. In tal modo Obertino dimostra di essere un personaggio davvero originale e creativo, pieno di ingegno e di arte.
A distanza di ben otto secoli, abbiamo una parola quasi definitiva su chi sia Obertino …

(Dalla Presentazione di Domenico Pompili, vescovo di Rieti, presidente della Commissione regionale dei Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto del Lazio).

* * *

Altre pubblicazioni sulla storia delle campane

Sauro Cantini
- Le campane di Siena nella storia della città
Edizioni Cantagalli, Siena 2006.

Giuseppe D’Onorio
- Rintocchi della memoria. Campane e campanili della città di Veroli
Centro di Studi Sorani “V. Patriarca”, 2001.
- Rintocchi Palianesi
Paliano 2010.
- Hoc Opus. Le campane e i campanili di Ferentino nella storia della città
Centro di Studi Sorani “V. Patriarca” 2013.

 

Abbiamo 17 visitatori e nessun utente online

Orari Biblioteca:

orariobib.png

Calendario Eventi

Tags

2.png6.png4.png1.png6.png9.png
Totale visitatori: 264169

Centro di Studi Sorani "Vincenzo Patriarca" - Piazza San Domenico, 76 - 03039 Sora (FR)

e-mail: studisorani@tin.it

Recapito telefonico del presidente: +390776 833793

C.P. n° 121 - ccp: 10399038 - C.F.: 82005830607 - P.I.: 00373630607