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1977 - 2019: 42 anni della fondazione del Centro di Studi Sorani "Vincenzo Patriarca"

Romeo De Maio – Necrologio
Lunedì 17 dicembre 2018
È deceduto questa mattina a Napoli il prof. Romeo De Maio. Il suo nome e il suo impegno scientifico sono strettamente legati alla fervida stagione di studi sul cardinale sorano Cesare Baronio avviata, fin dalla sua fondazione, dal Centro di Studi Sorani “Vincenzo Patriarca”.
Era nato a Salerno il 20 settembre 1928. È stato direttore della Scuola Vaticana di Biblioteconomia, scriptor latinus della Biblioteca Apostolica Vaticana, ordinario di Storia moderna all’Università di Salerno, e poi di Storia del Rinascimento, Storia moderna e Storia del Cristianesimo all’Università Federico II di Napoli, Honor Guest al Warburg Institute di Londra, membro del Comitato per lo studio dei Codici miniati della Bodleian Library-Oxford University. La sua opera su Michelangelo e la Controriforma è considerata un classico della storiografia contemporanea.
«Avevo letto nel 1977 il suo saggio su Michelangelo e il cantiere di San Pietro e subito – ha dichiarato il preside Luigi Gulia – mi parve lo studioso più idoneo a orientare le iniziative che su Cesare Baronio da quell’anno avevamo in animo di promuovere. Accettò con entusiasmo di presiedere il comitato scientifico appositamente costituito con la partecipazione, oltre al sottoscritto, dei professori Aldo Mazzacane, Agostino Borromeo e Georg Lutz. Ricordo i nostri incontri settimanali nel suo studio romano stipato di libri, un vero cenacolo operoso di sorprendente collegamento con studiosi ed istituzioni di tutta Europa e oltre. Frequenti le sessioni di lavoro preparatorio nella nostra città di Sora, allargate a studiosi italiani ed esteri che erano o nel tempo sono diventati autorevoli punti di riferimento e docenti universitari. Per noi De Maio è stato un maître à penser, non solo per perspicacia d’intelletto, ma anche per la sua umanità e per il sorriso al tempo stesso ilare e che induceva a pensare mai cose vane. Questo sodalizio di vivacità culturale, durato oltre quindici anni, è stato centro propulsore di ricerca su Baronio e l’età sua, e più ampiamente su società, cultura e vita religiosa in età moderna, tanto che Giuseppe Galasso, storico eminente, incoraggiandoci da vicino, prospettò per Sora la nascita di un Istituto internazionale di studi sull’età della Controriforma intitolato a Cesare Baronio. Nonostante la miopia locale, si continuò ad operare in ambiti sempre più aperti di interesse culturale, dalla storia e scienza politica all’antiquaria, all’archeologia, all’arte, alla musica, alla vita religiosa in età moderna con le implicazioni sulle età successive. Sora da allora è diventata luogo di incontro di vasti interessi culturali ispirati ai criteri del sorano Baronio (serietà scientifica, severità e rigore dell’indagine, austerità del linguaggio, discernimento filologico) che Romeo De Maio ha esaltato nella sua produzione storiografica con la inimitabile efficacia della sua lingua letteraria».
Il preside Stefano Zen, suo allievo, socio del Centro di Studi Sorani e tra i più autorevoli storici del Baronio, così ha scritto: «Nel corso di sei lunghe decadi di densa produzione storiografica, De Maio ha percorso strade del tutto inesplorate o poco note; ha utilizzato e condiviso una quantità immensa di fondi e materiali d’archivio; ha segnalato alla comunità scientifica documenti e manoscritti inediti, rari o peregrini; ha influito profondamente sul rinnovamento della storiografia italiana e del suo lessico, proponendo nuovi modelli interpretativi e sottoponendo a revisione critica concetti e categorie; ha infine inciso sui metodi d’indagine e sulle storiografie di altri paesi, particolarmente di Germania e Spagna». E il prof. Ingo Herklotz, della Philipps Universität di Marburg, ha dichiarato che la lettura dei libri di De Maio era affascinante e impegnativa, perché «essi mettevano in evidenza problemi che nessuno aveva mai affrontato e usavano documenti, per lo più inediti, mai toccati da nessuno; i suoi erano studi pionieristici, all’avanguardia, al punto che soltanto parecchi anni dopo i problemi da lui affrontati sono diventati acquisizioni dominanti della ricerca».
Sora, con la città di Veroli che spesso ne ha condiviso impegno e ospitalità, gli deve molto, perché Romeo De Maio ha contribuito ad aprire gli occhi della ricerca scientifica sulla figura e sull’opera di Cesare Baronio, svelandone il volto storico. In uno dei suoi ultimi interventi sottolineò quanto Baronio mirasse alla verità nella libertà di giudizio e la scelta etica del lavoro storico associava in lui «propensione, costanza, entusiasmo e libertà: più che mestiere era ideale».

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